Le Province e i dipendenti, difendere i servizi ai cittadini

Oggi 20 dicembre il Senato ha approvato la Legge di Stabilità per il 2015, tra lo stupore generale, un tema ha attratto l’attenzione più di altri, quello del futuro dei dipendenti delle Province.  Vediamo come è andata a finire. Nessun dipendente delle Province perderà il posto di lavoro e gli stipendi rimarranno invariati.

Il Governo, ha inserito una norma speciale che aumentasse le garanzie a difesa dei lavoratori delle Province, rinviando più avanti nel tempo i processi di mobilità ordinari e garantendo il confronto costante con i sindacati. Quindi, dal primo gennaio inizierà un lungo processo che durerà fino ad aprile del 2019 per completare il ricollocamento dei lavoratori presso le altre amministrazioni pubbliche, le Regioni ed i Comuni. Il ricollocamento sarà favorito anche dal divieto per Stato, Regioni ed enti locali di assumere altro personale al di fuori di quello proveniente dalle province, eccezion fatta per i vincitori di concorso, fino alla fine del 2016.

 

Le norme della Stabilità finanziano inoltre i contratti dei dipendenti dei centri per l’impiego per tutto il 2015, in attesa dei decreti di attuazione della delega sul lavoro.

Per garantire la prima fase della transizione, la Legge di Stabilità rende anche più flessibili i bilanci delle Province, con una rinegoziazione dei mutui che consentirà di non pagare gli oneri per il 2015 e con l’attivazione di un fondo immobiliare per valorizzare anche i patrimoni delle Province. Questo dovrebbe portare circa 500 milioni, dimezzando così il gravissimo taglio di un miliardo.

 

Nel frattempo il processo di attuazione delle Legge Delrio va avanti. Infatti, il modello concepito consente alle Città metropolitane e agli enti di area vasta di avere le risorse per svolgere le funzioni fondamentali, e quindi la manutenzione delle strade e la gestione dell’edilizia scolastica e l’assistenza ai Comuni.

Il cammino di riforma degli assetti del territorio previsto dalla legge quindi prosegue. Nei prossimi mesi si concluderà il confronto istituzionale con le Regioni, che è stato avviato a settembre e prosegue tramite l’Osservatorio nazionale e gli Osservatori regionali, per la definizione del destino delle altre funzioni gestite finora dalle Province. Alla prossima riunione di gennaio dell’Osservatorio nazionale parteciperanno  anche i sindacati, che comunque finora sono stati pienamente coinvolti nel processo di attuazione della legge Delrio, come stabilito dagli accordi.

Che dire? Ormai non vale più la pena di ribadire che la foga contro le Province “dimenticava” che il personale forniva servizi essenziali per i cittadini. Molti in questi giorni si sono accorti che cancellare le Province non cancella la necessità di manutenere le scuole o le strade e che di questo qualcuno se ne deve occupare. Spero che la si smetta con la demagogia