Ritorniamo alle vaccinazioni obbligatorie

Oggi con alcuni colleghi abbiamo presentato una proposta di legge sul tema delle vaccinazioni.

Le vaccinazioni della popolazione sono una misura preventiva di grande importanza. Grazie a questo strumento nel corso degli anni abbiamo contrastato l’insorgere di diverse malattie gravi, ed eliminato alcune di queste dal mondo. Basti pensare al vaiolo, causa del decesso di 300 milioni di persone solo nel XX secolo, dichiarato eradicato nel 1981.

Con le vaccinazioni si è allungata l’aspettativa di vita della popolazione, riducendo l’insorgere di malattie infettive, di tumori di origine virale e di patologie di vario genere, contrastando la diffusione di malattie gravi e mortali quali, per esempio: il tetano, la differite, la poliomielite, l’epatite virale B, la pertosse, il morbillo, la rosolia, la parotite, la meningite, l’infezione da papillomavirus umano, ridotto drasticamente grazie ad una forte campagna di vaccinazioni infantili. Senza i vaccini non saremmo inoltre riusciti a contrastare malattie moderne quali l’influenza aviaria, l’influenza suina e l’ebola evitando ingenti danni in termini di mortalità.

Si riscontra che nei Paesi scoperti, o mal coperti, da campagne vaccinali, le malattie si presentano in tutta la loro gravità e sono causa di migliaia di decessi. L’efficacia dei vaccini infatti è proporzionale alla loro diffusione. È necessaria una larga copertura vaccinale affinché vi possano essere benefici per un’intera collettività in termini di miglioramento della salute generale, di riduzione delle malattie infettive e della conseguente mortalità.

Nel nostro Paese sono quattro i vaccini oggi obbligatori: antidifterica, antitetanica, antipoliomelitica, antiepatite virale B.

Con la presente proposta di legge si intende intervenire affinché le campagne vaccinali in Italia non perdano la loro efficacia per effetto del tasso vaccini sempre più basso.

Con l’art. 1 si adotta uno strumento per contrastare la possibile diffusione di malattie dovute ad una scarsa copertura vaccinale della popolazione giovanile. Nel dettaglio si vieta l’accesso alle scuole dell’obbligo o agli esami a coloro che siano sprovvisti del certificato di vaccinazione.

All’art. 2 si prevede che il Ministero della Salute e le Regioni promuovano annualmente una campagna di sensibilizzazione alla vaccinazione in modo da ostacolare la diffusione di informazioni errate e di false notizie, quali la correlazione tra le vaccinazioni e l’autismo, che periodicamente si diffondono tra la popolazione e che sono la causa principale della diffidenza verso i vaccini.

Con l’art. 3 e l’art. 4 si rendono infine obbligatorie le vaccinazioni infantili contro il morbillo e la pertosse, oggi solo raccomandate.