Dopo Parigi

In realtà sarebbe da dire: dopo l’aereo russo abbattuto, dopo Beirut, dopo Bamako, dopo Bruxelles, dopo Parigi è chiaro che non c’è tregua e che l’offensiva del terrorismo sta creando un clima di tensione senza precedenti.

La dichiarazione di guerra della Francia alll’Isis ha cambiato lo scenario mondiale e la settimana prossima il presidente Hollande sarà in viaggio tra Washington e Mosca per ottenere il consenso e l’appoggio di russi e americani, ma è sempre più evidente che il tema non può essere affrontato con i bombardamenti. I terroristi sono già fra di noi e ci vuole un’altra tattica per sconfiggerli.

La settimana scorsa su proposta del Governo, la Camera ha approvato un aumento dei finanziamenti a sostegno dell’azione dei servizi segreti, l’unico strumento che abbiamo per prevenire gli attacchi. In più bisogna favorire la collaborazioni fra Paesi per lo scambio di informazioni.

In questo contesto che cosa possiamo fare, per esempio a livello locale? Mi permetto di segnalare come un bell’esempio l’incontro organizzato dal PD di Collegno sulla legge approvata alla Camera per la cittadinanza ai figli di stranieri nati in Italia o arrivati minorenni. E’ stata una bella occasione di confronto con i tanti cittadini stranieri che abitano già nelle nostre città e sentire dalla loro voce che i terroristi non hanno nulla a che fare con l’islam e che la condanna è la più forte possibile.

Così come è importante mantenere e promuovere tutte le iniziative politiche e culturali senza farsi prendere dalla paura. Il modo migliore di reagire agli attacchi è quello di ritrovarsi insieme non di chiudersi in casa ognuno con le proprie paure.

Essere preoccupati è più che giustificato, ma per questo rinunciare a vivere sarebbe la nostra sconfitta. L’Italia ha già affrontato il terrorismo ( le bombe di Bologna furono messe nella stazione il 2 agosto,nei giorni di maggiore afflusso) e lo ha sabato sconfiggere con la condanna e l’isolamento degli assassini, oggi questo stesso impegno ce lo devono mettere tutti i Paesi civili.