La situazione politica

gentiloni

Riprendiamo la pubblicazione della e-news settimanale innanzitutto augurando ancora un buon 2017.

Mentre scrivo  il Presidente Paolo Gentiloni sta per essere dimesso dall’ospedale dopo l’intervento a cui si è sottoposto in settimana e domani parteciperà al primo consiglio dei ministri del 2017. A lui vanno i migliori auguri di pronta ripresa.

Ho ricevuto molti commenti all’ultima newsletter e ringrazio tutti per le considerazioni sulla situazione politica dopo la sconfitta del PD al referendum del 4 dicembre.

A me pare cominciata la corsa ad ostacoli verso le elezioni.

Il primo ostacolo ha assunto la sua dimensione dopo la sentenza della Corte Costituzionale sui referendum promossi dalla CGIL. Io penso che siano superabili con un intervento legislativo del Parlamento che risponda nella direzione posta dai quesiti sia sui voucher che sugli appalti. Lo si può fare con la partecipazione dei sindacati e il contributo determinante della CGIL che ha raccolto le firme.

Più complicata mi sembra la vicenda della legge elettorale, tanto che ogni trattativa fra i partiti è stata sospesa in attesa della sentenza ancora della Corte Costituzionale che non arriverà prima di metà febbraio, infatti il 24 gennaio è il giorno di inizio della preparazione della sentenza. Comunque in tempo utile per avere almeno un mese e mezzo davanti per il lavoro parlamentare e puntare alle elezioni per l’11 giugno.

Per questo, personalmente, mi sento già in campagna elettorale e credo che farebbe bene tutto il PD a ragionare in questo modo. Questa legislatura ha dato tutto quello che poteva, alcune molto positive. Ora si tratta di “aggiustare” quello che si può, ma non c’è spazio per cose nuove.

Non credo a chi dice che Renzi spinga per le elezioni perchè ritiene difficile la campagna congressuale. Sarebbe un contro senso. Come si può immaginare di avere più preoccupazione del congresso che della campagna elettorale?

Quindi abbiamo tre mesi per recuperare quanto è possibile, segnare la nostra identità, convincere più persone possibili della nostro progetto che per me rimane quello per cui è nato il Partito Democratico: partecipazione e lotta alle disuguaglianze.