Torino e il Salone del Libro

La 30° edizione del Salone del Libro di Torino è stata un successo straordinario dai molti significati, a cominciare dalla sconfitta del presidente dell’Associazione Italiana Editori che ha dovuto ammettere il fallimento del tentativo di portare a Milano l’evento.

Ma non si tratta solo di questo e nemmeno del senso di riscossa che, come ha scritto qualcuno, ha portato i torinesi a fare lunghe code per ripicca contro Milano.

Secondo me il successo è legato ad una formula che solo il Salone del Libro di Torino è riuscito a creare e che non è facile da replicare e, forse, è bene che rimanga unica. Si possono fare e si fanno tantissime fiere ed eventi dedicate al libro, ma nessuno (tanto meno quella di Milano) è capace di essere totalizzante. Oggi, proprio oggi, chiunque dica:” sono a Torino per il Salone del Libro” ha lo stesso valore di chi dice “sono a Cannes per il Festival del Cinema”.

Voglio dire che è diventato il luogo (Torino + Salone) nel quale passione, curiosità, piacere si incontrano anche a costo di fare un po’ di fatica! Anzi la fatica (due ore di coda per la copia firmata in diretta da Sepulveda) sono la prova che stai facendo la cosa più importante che si possa fare in quel momento!l

In questo senso non ci sono fatiche di seria A e di serie B, nello stesso giorno c’è chi ha fatto la coda per un autografo su un libro e chi ha atteso su  un colle arrivandoci in bici il passaggio del Giro d’Italia e vanno tutte rispettate.

Ma, “vedere”  che tutto questo scatti al Salone del Libro di Torino trovo che sia fantastico come è importante che la Città possa ritrovare un motivo per sentirsi unita anche solo per pochi giorni.

200!

Avete letto bene, questa è la e news numero 200!
Nata la settimana dopo il mio arrivo alla Camera dei Deputati è diventata, per me lo strumento settimanale con il quale invio commenti  e notizie del mio lavoro e dell’attività del Parlamento.

Mi sembra un bel traguardo!