Il G7 al contrario di Venaria

Reggia di Venaria

Sarebbe dovuto essere Il G7 di Torino, ma la sindaca ha paura e ha trasmesso con chiarezza a tutti questa preoccupazione facendolo diventare il G7 di Venaria con divieto d’acceso per i ministri a Torino.  Un vero G7 al contrario con i divieti agli ospiti e non agli eventuali contestatori.

Siamo contenti per Venaria che avrà una risonanza mondiale e speriamo che vengano raggiunti i risultati che avevano spinto a chiedere di ospitare a Torino l’evento.

Infatti, i 7 Paesi più industrializzati al mondo si incontreranno a Venaria Reale per discutere di come governare una delle più grandi trasformazioni della Storia industriale. A partire da lunedì 25 settembre, in una settimana articolata in tre riunioni ministeriali, andranno in scena alla Reggia il G7 Industria e a seguire il G7 Scienza e il G7 Lavoro. Gli impatti della digitalizzazione e dell’automazione diffusa sui processi produttivi e sul lavoro domineranno le riunioni  e soprattutto gli incontri dei ministri.

Si punterà a una dichiarazione congiunta, anche se gli sherpa e il governo italiano sono convinti che quest’obiettivo non debba essere raggiunto a tutti i costi se questo vorrà dire penalizzare il livello della discussione e dei contenuti in campo.

Al centro del G7 Industria ci saranno intelligenza artificiale, standard e cybersecurity.  Trovare una sintesi soddisfacente potrebbe però non essere semplicissimo viste le visioni diverse tra l’Europa e il Giappone, favorevoli a un quadro preciso di governo dell’intelligenza artificiale e delle sue implicazioni, e gli Stati Uniti, meno propensi a porre delle linee molto nette.

Anche sugli standard tecnologici e la relativa normazione tecnica la partita potrebbe giocarsi tra scuole di pensiero differenti. Si discute dell’apertura e dell’interoperabilità degli standard perché non restino vincolati proprietariamente a chi sviluppa le macchine e gli apparati ad alto contenuto digitale.

È chiaro che un Paese come l’Italia, ad ampia diffusione di Pmi, chieda il massimo grado di apertura possibile e debba confrontarsi con chi tutela le strategie dei grandi gruppi internazionali capofila dell’Ict come, anche in questo caso, gli Stati Uniti. La cybersecurity – appena posta dalla Commissione Ue al centro della nuova strategia di politica industriale – è il terzo pilastro del G7 Ict/Industria.

Le trasformazioni ormai note come 4.0 legano le tre riunioni ministeriali. È sempre più evidente ad esempio che la ricerca, privata e pubblica, debba essere orientata a governare i cambiamenti in corso. «Formazione dei ricercatori, finanziamento e grandi infrastrutture della ricerca su scala globale saranno le tre priorità in agenda a Torino» dice la ministra Fedeli presentando il G7 Scienza.

Se programma e argomenti sono molto chiari, lo è meno il clima che si respirerà a Torino intorno all’evento. Il livello di intelligence e antiterrorismo è alto in relazione alla possibilità che nel capoluogo piemontese, come già successo ad Amburgo questa estate in occasione del G20, possano convergere antagonisti e anarchici da vari Paesi europei. Una cosa è certa: dopo i fatti del 3 giugno in piazza San Carlo le forze dell’ordine non si faranno trovare impreparate.