Una grande soddisfazione!

inno di mameli

Credo possiate tutti capire che cosa ho provato mercoledì 15 novembre 2017 quando la I° Commissione del Senato ha approvato in sede deliberante e definitiva la proposta di legge D’Ottavio e altri per il riconoscimento del Canto degli Italiani di Goffredo Mameli quale inno nazionale ufficiale della Repubblica Italiana!

L’avevo presentata il 29 giugno del 2016 alla Camera raccogliendo anche le firme di altri 42 deputati del PD per sanare un vuoto legislativo vecchio dal 1946 che aveva visto scrivere nel decreto approvato da De Gasperi che considerava “provvisorio” l’inno di Mameli.

Era una questione che conoscevo e che già mi aveva appassionato già da sindaco di Collegno, quando dal 1995 avevano chiesto di ripristinare la Festa della Repubblica del 2 di Giugno, che poi avvenne nel 2000 su pressione del Presidente Carlo Azeglio Ciampi e che Nino Boeti, mi aveva ricordato con una battuta: ” Visto che sei riuscito ad ottenere le medaglie della Liberazione per i Partigiani, sappi che l’inno di Mameli è provvisorio vedi cosa si può fare…”

Non credo di stupire nessuno se ricordo la profonda amicizia politica e personale che lega il sottoscritto e Nino Boeti, anzi, svelo che altre proposte di legge presentate in questa legislatura sono state condivise. Sta di fatto che al momento della raccolta delle adesioni dei parlamentari alla proposta di legge, moltissimi se non quasi tutti mi rispondono che non sapevano che l’inno di Mameli fosse ancora provvisorio!!!

Comunque, dietro insistenze, ma con la piena condivisione del capogruppo del PD Emanuele Fiano, la proposta di legge viene incardinata in I° Commissione alla Camera un anno dopo e nominata relatrice la collega Daniela Gasperini, la quale condivide con me il lavoro di sensibilizzazione.

Dovete anche immaginare che in quella stessa Commissione si discute di legge elettorale e trovare intese  e spazio su una minuzia come l’inno nazionale non è stato facile, ma ci riusciamo con pazienza e raccontando a tutti che era davvero provvisorio, che non si trattava di una battuta!!

La procedura prevede che ci sia il dibattito, la presentazione degli emendamenti, il parere del Governo e infine il mandato al relatore per il dibattito in aula. Il percorso viene arricchito da un bel dibattito in Commissione, dall’accoglimento dell’emendamento del deputato Sisto di Forza Italia che propone di far precedere da “nazionale” la qualifica di “ufficiale”, non mancano interventi tesi a squalificare Mameli e la sua marcetta. Il tutto segnato dalla presenza silenziosa ma favorevole del M5S e dall’assenza ma non ostativa della Lega Nord che per quasi vent’anni si era opposta.

Persuasi dal dibattito positivo, con la collega Gasperini proviamo a vedere se ci sono le condizioni affinchè si eviti di andare in Aula e si autorizzi la Commissione ad approvare la legge in sede legislativa. Per fare questo ci vogliono i tre quarti delle firme dei componenti la Commissione. Ci riusciamo, la Presidente della Camera comunica all’Aula la richiesta e concede l’autorizzazione.
Il 25 ottobre 2017 la Commissione approva e invia al Senato.

Per informazione ci sono ad oggi moltissimi provvedimenti approvati dalla Camera in attesa di approvazione al Senato e tutti conoscono i più importanti,

Chiedo al capogruppo in Senato Zanda e a tutti i senatori che conosco di fare il possibile e così avviene che la I° Commissione del Senato il 15 novembre approva la legge ” D’Ottavio ed altri per il riconoscimento del Canto degli Italiani come inno nazionale ufficiale della Repubblica Italiana”.

In questi giorni ne hanno parlato tutti i giornali, le radio, le televisioni, mi ha cercato perfino la corrispondente di un quotidiano olandese. Moltissimi, anzi quasi tutti, non sapevano che l’Inno di Mameli fosse precario, per cui la battuta più usata è stata quella che almeno per Mameli è finito il precariato.

Secondo me il commento più appropriato lo ha fatto il sindaco di Napoli De Magistris affermando “che il Parlamento ha sancito quello che per il popolo italiano aveva già deciso da tempo”. Sono molto d’accordo e ed merito dei due presidenti Ciampi e Napolitano che hanno contrassegnato il loro mandato nel segno dell’amore per la patria, la bandiera e la Repubblica una e indivisibile in modo da non essere più “calpesti e derisi”

Potevano farlo prima? Certo che avrebbero dovuto, non tanto per l’inno in se (molti Paesi hanno cambiato o modificato l’inno), ma soprattutto perchè non è mai bello avere un inno provvisorio per legge!!