Concorso per insegnanti. Si apre una nuova fase

Si é avviata  l’attuazione della prima fase del nuovo sistema di reclutamento.

La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, ha firmato  il decreto con le modalità  di svolgimento del prossimo concorso per il reclutamento di docenti di scuola secondaria aperto a chi  è  già  in possesso di abilitazione. Il provvedimento dovrà  ora essere registrato dalla Corte dei conti e, subito dopo, il Ministero emanerà  il bando per la presentazione delle domande di partecipazione.

Il decreto firmato – spiega Fedeli – riguarda la prima di tre selezioni che stiamo avviando in base a quanto previsto da uno dei decreti attuativi della legge 107 varati ad aprile, che disegna un nuovo modello di reclutamento per fare in modo ci siano tempi certi e percorsi definiti per diventare insegnanti.

Il decreto di aprile prevede una fase transitoria rivolta a chi oggi già  insegna nella scuola. Il primo bando, cui fa riferimento il decreto siglato ieri, sarà  aperto a chi é già  abilitato all’insegnamento. Un secondo bando, di successiva emanazione, riguarderà  chi insegna da tre anni come precario nelle scuole. Poi partiranno i nuovi concorsi ordinari per laureate e laureati, le cui vincitrici e i cui vincitori saranno immessi in percorsi triennali di formazione (FIT) con prova finale di valutazione che dà  accesso, in caso di superamento positivo, alla definitiva immissione in ruolo.

Avevamo promesso tempi celeri per questi provvedimenti e stiamo mantenendo gli impegni. Come annunciato anche in Parlamento, lo scorso 10 ottobre, il primo concorso, quello per abilitate e abilitati, sarà  bandito in anticipo rispetto al termine che la legge fissa a febbraio 2018, spiega Fedeli, che prosegue, il nuovo sistema di reclutamento andrà  a regime nel giro di un triennio interrompendo, finalmente, la prassi per cui si entrava nella scuola solo dopo un lungo precariato. D’ora in poi i concorsi avranno cadenza biennale. Le nuove regole garantiranno un’ ancor maggiore qualificazione professionale delle docenti e dei docenti. E consentiranno alle e ai giovani che vogliono insegnare di non dover affrontare percorsi dal futuro incerto.

Il decreto firmato ieri sera prevede una selezione aperta a chi ha una abilitazione o é specializzato sul sostegno, inclusi le docenti e i docenti già  di ruolo. Le graduatorie di merito saranno regionali e formate sulla base di una prova orale (massimo 40 punti) e del punteggio derivante dai titoli e dal servizio pregresso (massimo 60 punti). Durante l’ anno di formazione iniziale e tirocinio, il docente sarà  sottoposto a visite in classe per verificarne l’attitudine alla professione. L’ anno si concluderà  con una valutazione che, se positiva, porterà  all’ immissione in ruolo definitiva.

La Ministra ha firmato anche il decreto con i criteri per la verifica in itinere e finale degli standard professionali delle e dei docenti che, dopo aver vinto il concorso saranno ammessi all’anno di formazione iniziale o, nel caso dei bandi per non abilitati e laureati, al cosiddetto FIT.

La valutazione – chiude Fedeli – diventa una parte essenziale del percorso di inserimento delle docenti e dei docenti in classe. Per garantire un insegnamento di qualità  alle studentesse e agli studenti. Ma anche per far sì che ogni docente possa essere accompagnato verso il ruolo definitivo rafforzando la propria preparazione, facendo ricerca-azione, confrontandosi con i tutor che saranno selezionati per verificare la loro attività  ma anche per supportarla e aiutarne il miglioramento.